NIGHTGUIDE INTERVISTA INIGO

“Ho smesso” e' il nuovo singolo di Inigo, cantautore pugliese finalista di Area Sanremo, che giunge in un momento di una maturità artistica consacrata dalle finali conquistate ad Area Sanremo, al Premio Lunezia ed al Premio Bindi, ora l'artista torna in scena con un inno al momento in cui si decide di liberare il proprio essere, imprigionato fra gli inutili dettami che opacizzano la luce della propria identità.
Nightguide lo ha intervistato per voi.
 
Ciao Inigo, come ti presenteresti se fossimo il tuo pubblico sottopalco?
 
Se foste il mio pubblico sotto il palco per prima cosa vi ringrazierei e per seconda chiederei il quattro al batterista per iniziare a suonare.
Poi probabilmente tra un pezzo e l'altro vi direi delle cose, ma senza averle preparate prima, le canzoni si studiano, le cose da dire no, quindi  mi lascerei guidare dall'emozione del momento come ho sempre fatto durante le mie esibizioni.
 
Come è stata l'esperienza che ti ha portato alla finale di Area Sanremo?
 
E' stata un'esperienza importante sia dal punto di vista artistico che da quello mediatico. Dal punto di vista artistico perché non era facile arrivare a quel punto lì tra quasi 300 artisti e dal punto di vista mediatico perché ha sicuramente acceso un riflettore sul mio progetto. Da lì è partito tutto quello che sta succedendo adesso e tutto ciò che vedrà la luce a breve.
 
Parlaci del senso di ''Ho smesso''.
 
“Ho smesso” è una canzone che invita a concentrarsi sulle cose che ci fanno stare bene e che sono importanti per noi, lasciando da parte il superfluo. Tra l'altro durante il lancio del singolo ho scoperto su instagram l'esistenza di un brand con lo stesso nome, con il quale di lì a poco è nata una partnership. La loro pagina era piena di magliette con la scritta “Ho smesso” e ognuno asseriva di aver smesso di fare qualcosa, lì mi son sentito meno solo e ho capito quanto potesse essere universale quel messaggio, d'altronde ognuno di noi “ha smesso” di fare qualcosa nella sua vita o quanto meno vorrebbe.
 
Cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo disco?
 
E' un disco “esistenziale”, emotivo, diretto e propositivo. Ci sono dentro canzoni sia recenti che scritte qualche anno fa, ma che come succede per il vino ho lasciato invecchiare con pazienza sperando risultino più buone al palato una volta stappate. E' un disco di cui  vado fiero e che è stato impreziosito da due featuring importanti, uno con Francesco Baccini e l'altro con Andrea Mirò, non credo riuscirò mai a ringraziarli abbastanza per questo doppio regalo.
 
Il concetto di ''identità personale'' come si riflette nella tua musica?
 
Di solito scrivo di quello che succede a me o intorno a me e anche quanto allargo il raggio d'azione e d'ispirazione filtro sempre tutto attraverso me stesso e il mio modo di intendere le cose. E' quindi del tutto inevitabile che la mia identità personale venga fuori in un modo o nell'altro attraverso le canzoni, quanto meno dal punto di vista lirico.
 
La canzone più bella che finora hai scritto?
 
E' come chiedere ad un genitore chi preferisce tra i sui figli, quindi per risponderti devo cercare di essere il più anaffettivo possibile. Te ne dico due: “Ogni tanto piove”, contenuta nel disco “Inigo & Grigiolimpido”, e “La tesi del coraggio” che farà parte del mio prossimo album.
 
E la tua canzone del cuore, di cui avresti voluto essere l'autore?
 
Te ne dico una abbastanza recente, così non faccio il nostalgico a tutti i costi, “En e Xanax” di Samuele Bersani, un pezzo che mi ha messo ko sin dalla prima volta che l'ho ascoltato e che incredibilmente mi piace di più ogni volta che lo ascolto.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
 
Non mi piacciono i progetti a lunga scadenza, mi piace navigare a vista, il primo “porto” sarà il nuovo album, forse anticipato da un altro singolo e poi spero di suonare in giro il più possibile prima di rimettermi a lavoro su nuove cose
 

ho smesso, inigo, interviste

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