SALMO, concerto presso “The Garage”, Londra, 02/04/2017

 
Sono le 18 circa e siamo riusciti ad arrivare, con non poche difficoltà, al The Garage, vista la concomitanza col big match Arsenal-Manchester City,  presso il vicino Emirates stadium. Il nostro bus attraversa il tratto compreso tra Holloway Road Station e Highbury&Islington quasi a passo d'uomo, circondato da un fiume di gente che a volte, con non poca imprudenza, invade la strada. La folla che esce dallo stadio si mescola con la fila del pubblico all'ingresso e finalmente dopo un'oretta si dirada.
Come preannunciato da una settimana, il concerto è sold out. Suggerisco alla nostra fotografa di scattare qualche foto ai ragazzi in coda all'ingresso e capiamo subito che la maggior parte di loro (probabilmente tutti) sono italiani, direi più del 90% sardi. Li riconosci dal loro stile, dall'inconfondibile accento e dal fatto che alcuni di loro vestono orgogliosamente la bandiera coi quattro mori come se fosse un mantello.
Le transenne si fermano davanti all'ingresso di un negozio e proseguono oltre. Nulla di strano visto che la sala concerti si trova di fronte alla stazione di Highbury&Islington, una delle zone crocevia nel traffico e trasporti londinesi, piena di negozi e pubs. L'organizzazione è impeccabile.
Dopo aver chiesto info ad un addetto della security entriamo nella sala concerti da una porta secondaria, dove lo staff ci fornisce i pass necessari. Da questo momento inizia l'avventura di questa splendida serata. Assistiamo  al soundcheck di Davide Shorty (partecipante all'edizione 2015 di X Factor) che con la sua band Retrospective for love, aprirà il concerto di Salmo. Con Davide ho il piacere di scambiare due chiacchiere a fine soundcheck ed ho subito l'impressione di avere a che fare con una persona genuina, al di là dell'innegabile talento.
La sala pian piano si riempie, si fa un po' di amicizia col pubblico, alcune foto a piccoli gruppetti e in un battito di ciglia siamo all'inizio dell'esibizione di Davide. Un mix di soul e R'n'B con l'aiuto di una giovane cantante dalla voce profonda ed espressiva, come quella di Davide. Una solidissima batteria e una chitarra che fluttua tra ritmi funk, basi, synth e arpeggiatori, a supportare le due voci. Davvero una piacevole sorpresa aver visto questo ragazzo dal vivo, siamo sicuri che farà strada.
Shorty termina ed ormai la sala è piena. A fatica riesco a guadagnare un posto defilato in prima fila.
Mancano pochi minuti alle 21 e sale sul palco DJ Slait che inizia a riscaldare il pubblico con un mix di pezzi pieni di drum&bass, così potenti da farti risuonare le budella (per questo gli perdoniamo il fatto di indossare la maglia del Milan ;) ). Trascorrono un dieci minuti buoni (forse 15) e la temperatura in sala ha ormai superato quella dell'eruzione del Vesuvio. Ci siamo quasi. Jacopo Volpe prende posto alla batteria e parte con un 4/4 deciso e potente. L'ingresso sul palco di Salmo è accolto da un boato e si parte con Mic Taser, prima traccia del premiatissimo album Hellvisback.
Si capisce subito che non stiamo assistendo al classico concerto rap-hip hop. Qui c'è qualcosa di più. C'è una sostanza ed un'energia diversa e lo si intende dal modo in cui l'artista olbiese letteralmente divora il palco della venue londinese. L'aura del suo passato punk-hardcore non lo ha mai abbandonato, glielo si legge nella carica che emanano i suoi occhi infuocati e desiderosi di dare il massimo al pubblico, sempre e comunque. Lui è lassù ma è sempre "uno di noi". Una dote che gli deriva da una gavetta costruita con anni di esperienza nell'ambiente punk hardcore, che lo ha portato a macinare chilometri in giro per l'Europa, a bordo di un furgone o un camper, in situazioni spesso difficili, a volte ritrovandosi a suonare davanti ad una decina di persone, ma sempre con lo stesso sudore e passione, gli stessi che stiamo ammirando stasera.
"Grazie raga per essere qui stasera" dice. "Suonare nei concerti davanti a 50.000 persone è figo, ma sono le situazioni più piccole come queste che preferisco, perché siamo tutti più vicini. Questa è una festa tra amici e ci dobbiamo divertire"
Il concerto prosegue a ritmi serrati, tra brani vecchi e nuovi, Salmo non si risparmia e non dà tregua al pubblico, il quale sembra più che gradire.
Il The Garage è ormai trasformato in una bolgia degna delle migliori narrazioni dantesche. Raramente mi è capitato di vedere una simile baraonda durante un concerto qui a Londra. Siamo letteralmente travolti da una tempesta sonora mista, tra rap, hip hop, drum&bass, punk, hardcore e una puntina di metal, perché no. Ce n'è per tutti i gusti.
"Dai raga alzate tutti quelle cazzo di mani", nemmeno il tempo di finire di dirlo e si butta giù di schiena dal palco sulla folla che lo fa fluttuare in surf diving per mezza sala concerti mentre lui continua a cantare, facendo impazzire il pubblico (ormai in estasi), ed anche gli addetti alla security e i ragazzi della crew che devono fare non poca fatica per andarlo a "recuperare". Ormai è una festa: stringe mani a più non posso al pubblico in prima fila, ruba cellulari per farsi dei selfie che poi restituisce (un bel regalo per il/la fortunato/a fan), invita un paio di persone del pubblico a salire sul palco per far lanciare anche loro sulla folla. Solo un ragazzo temerario accetta, ma è festa comunque.
Non ci fa mancare proprio nulla, nemmeno il "wall of death". Chi è pratico di concerti metal sa di cosa stia parlando. Ormai è uno spettacolo a 360 gradi.
Salmo ci teneva particolarmente a questa data, per lui è stata una sorta di riscatto nei confronti di una città ostica, nella quale ha vissuto per qualche mese dovendosi arrangiare e mangiare polvere. Londra è una città affascinante e dura allo stesso tempo.
"Quanti di voi sono qui e fanno un lavoro di merda, dite la verità" chiede al pubblico. "Ma non fa nulla, l'importante è che voi siate felici lo stesso." E poi prosegue:
"Ho dovuto arrangiarmi con i lavori più disparati, dal kitchen porter a quello che si mette il cartello addosso fuori dal ristorante."
Ed ora lui è di nuovo qui, stavolta come protagonista vincitore, con un concerto sold out. Una bella rivincita.
"Grazie di cuore a tutti, per me significa molto essere qui stasera, questo concerto non lo dimenticherò per tutta la vita". Lo ha ripetuto più volte durante la serata. Lo spettacolo si conclude con due bombe atomiche, "Don Medellin" e "1984", quest'ultimo un brano autobiografico e di grande impatto che recita "Dove cazzo vai se non sai da dove vieni". Un interrogativo che dovremmo porci tutti un po' più spesso.
Se non avete mai visto uno spettacolo di Salmo dal vivo, vi consiglio di farlo al più presto. Vale tutti i soldi del biglietto e molto di più.  Per noi emigrati nella capitale britannica, non ci resta che augurarci un suo ritorno il più presto possibile, brexit o non brexit.
Ok, "God save the Queen", ma da oggi "God save Salmo".
 
Articolo di Josh De Mita
Foto copertina di Annita Fanizza

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