Phil Collins live Parigi


stato quello di stasera un grande grande, grandissimo evento. Dopo alcuni anni lontano dalle scene, a ricordi circa dal 2004, Phil Collins ritorna live a Parigi dove aveva lasciato il segno. Visibilmente invecchiato e un po' acciaccato dalle continue piccole sventure avute nei giorni/mesi scorsi sale sul palco e sbalordisce tutti offrendo una scaletta che intervalla momenti di puro divertimento di musica ritmica, a momenti molto più intensi accompagnato da pochi strumenti in un quasi acustico.
L'apertura di concerto è di quelle memorabili, per i fan del cantante verrebbe da dire magnifica, le prime tre canzoni sono "Against all odds" "Another day in Paradise" e "One more night".
A rendere davvero speciale la serata oltre all'intramontabile voce di Phil Collins, che per la sua anziana età ha cantato tutto il tempo da seduto, è stata la grande partecipazione allo show del pubblico parigino che si è fatto davvero molto sentire ed ha partecipato prendendosi in alcuni frangenti la scena per la felicità di Phil Collins.
Come sempre non deludono i musicisti, una grande band che sostiene e accompagna tutti i tour in maniera egregia, senza nessuna sbavatura e con un senso ritmico spaventoso, capace quasi di sfidare la precisione di un metronomo.
Tre sono le grandi note di merito:
Lo spettacolo visivo offerto dalle numerose luci è stato fantastico, ha sorretto ogni istante senza sembrare fuori luogo;
L'audio che rasentava la perfezione, si capivano le singole parole che uscivano dalla bocca di Phil Collins e delle sue coriste e che permettevano di udire al meglio ogni singolo strumento e di apprezzarne i suoni;
Ultimo ma non ultimo per l'importanza, anzi, è la prestazione del figlio di Phil Collins, ovvero Nicholas Collins, che per volere del padre ha preso il posto del grande e storico batterista Chester Thompson, che all'età di 17 anni ha mostrato una maturità musicale elevata, in alcuni frangenti del concerto si poteva anche pensare che chi suonava potesse avere anche 30 o 40 anni di carriera alle spalle, donando un suono diverso e moderno allo show.
Partiti da Milano con grandi aspettative si torna a casa con qualche rimpianto, uno è quello di non aver visto papà Phil seduto sullo sgabello magari duettando con il figlio, il secondo, forse quello più grande, è quello di non poter vedere e far apprezzare in Italia questo magnifico spettacolo che ha conquistato letteralmente Francia, Inghilterra e Germania.
 

Articolo di Andrea Diodato 

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