Timothy Moore, l'intervista al cantautore indie-rock di recente fuori con il singolo 'Talk No More'

Timothy Moore, l'intervista al cantautore indie-rock di recente fuori con il singolo 'Talk No More'

Nel tuo ultimo singolo 'Talk No More' si intravede un cambio di direzione musicale. Raccontaci come è nato.
È nato dalla voglia di reagire ad un periodo buio della mia vita. Da un po non scrivevo brani nuovi, stavo vivendo un cosiddetto “blocco dell'artista”. Un bel giorno ho preso in mano la chitarra e la canzone è arrivata di getto dando il via ad un flusso creativo che si è trasformato nel mio nuovo disco. Più che un vero e proprio cambio di direzione musicale, per me è naturale che la musica evolva parallelamente alla crescita personale di un autore e che le due cose si influenzino vicendevolmente. Penso di aver arricchito la mia musica rendendola più matura e al passo con la mia “persona” attuale
 
Per un artista italiano cantare in inglese può anche rappresentare un limite. Pensi mai di cantare nella nostra lingua o ti interessa guardare principalmente fuori dai confini nazionali.
Sono d'accordo! Devo però precisare che mi sento un pò come una macchina ibrida, metà Italiano e metà Inglese, quindi cantare in Inglese è la cosa più naturale del mondo più che una scelta. Cantare in Italiano è una sfida che ho già accettato, ho già registrato brani in italiano anche se non ho ancora pubblicato nulla. In un futuro non troppo lontano vorrò sicuramente rendere omaggio alla lingua italiana.
 
Le sonorità britpop stanno tornando un po' in tutto il mondo. Come ti inserisci nella scena internazionale, ascolti delle cose nuove o fai ricerca musicale sconfinando anche in altri generi?
La mia passione per il britpop è palese, è sicuramente il genere musicale che mi ha influenzato di più. Allo stesso tempo ho sempre considerato la musica come un'espressione artistica che non dovrebbe essere definita soltanto dai generi, ascoltando di tutto senza pregiudizi, cosa che continuo a fare quotidianamente. Cerco di fare ricerca musicale sulla qualità del prodotto e sul mio gusto ovviamente. Detto questo, il fatto che alcune sonorità britpop stiano riemergendo mi fa solo piacere.
 
Dalle nuove foto in giro hai un look diverso che in alcuni dettagli può ricordare alcuni artisti della scena mod. Senti di avere qualche affinità con quel mondo?
Senza dubbio. Band come gli Small Faces, The Jam oppure gli Ocean Color Scene più avanti, mi hanno sempre attratto sia a livello musicale che estetico. La scena mod è nata a Londra, città che ho vissuto sin da bambino avendo la possibilità di respirare da vicino quelle atmosfere, con le loro lambrette in prima persona. In più in occasione dell'uscita di “Talk No More” ho avuto la fortuna di poter indossare dei capi di Paul Smith, perfettamente in linea con l'estetica in questione.
 
Qualche anticipazione sul nuovo album? 
È un album di cui vado molto fiero. Sarà come un viaggio emozionale che tocca vari stati d'animo, partendo dall'euforia con un tocco di ironia, che gradualmente lascia il posto ad emozioni più cupe e profonde, per poi riemergere con forza e speranza. La descrizione di un periodo di vita con tutte le sue sfaccettature! Ovviamente questo “rollercoaster” di emozioni è espresso anche sul versante musicale, rendendo l'ascolto del disco piacevole e introspettivo allo stesso tempo! 
 
Non potendo suonare dal vivo in questo periodo, come ti relazioni con i livestream? 
Per un artista non potersi esibire davanti ad un pubblico equivale a giocare a calcio senza pallone! Per fortuna la tecnologia permette di rimediare ma fino a un certo punto. Pur avendo l'opportunità di poter suonare da casa e arrivare ad altre persone in diretta, sono convinto che le due cose non siano paragonabili. In gran parte, nei livestream viene a mancare l'energia fisica che si crea tra musicista e pubblico, limitando il lato più emozionale di una performance. Gli odori, il sudore, la connessione tra i corpi, guardarsi negli occhi. Mi capita di fare livestream dove suono miei brani dal vivo e a volte qualche cover, sicuramente meglio di niente ma muoio dalla voglia di salire su un palco vero! 


            


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