ARTIZHAN: DAL TURNTABLISM ALLA SCENA POST RAVE. IL DJ ITALIANO CI RACCONTA BREAKS FROM THE V., FUORI IL 7 GENNAIO

ARTIZHAN: DAL TURNTABLISM ALLA SCENA POST RAVE. IL DJ ITALIANO CI RACCONTA BREAKS FROM THE V., FUORI IL 7 GENNAIO

Sono tanti i progetti artistici cui hai partecipato e dato vita, dal turntablism dei Men In Skratch a Nevrotype, Criptic Monkeys fino ad Artizhan, una ricerca estetica anche nei nomi. Ci racconti come è nato Artizhan?
Avevo bisogno di differenziare i confini di questa produzione musicale, sono un nerd della scrittura musicale e della produzione e volevo avere un qualcosa dedicato solo all'elettronica. Partendo appunto dai Breaks, il concetto con cui faccio il dj da sempre, cercando quindi di attraversare in maniera più netta i territori che partono dalla breakbeat, alla techno e al dub fino al Footwork e alla Drum'n Bass, tutto questo lo faccio in maniera artigianale, con il mio studio e le mie mani, ecco perché dare un nome più specifico a questo tipo di suono che poi riflette i miei set musicali.
Tandoori Boutique omaggia una certa Londra che fa fatica a rimanere intatta, per via della gentrificazione selvaggia. Quaii sono o sono stati i tuoi club di riferimento in quella città?
Londra è stata sempre una casa per me, sia da un punto di vista culturale e di formazione che fisico, ci ho anche vissuto per un po', oltre a suonarci spesso, all'inzio dei 2000 ero in totale fissa con le cose che si facevano al Bar Rumba che in settimana faceva la serata Drum 'n Bass con solo dj donne, e ho visto suonare delle artiste meravigliose, mi piaceva l'ambiente di Brixton e naturalmente ho sentito  super djs anche in club storici e di massa, come il Ministry, poi ho suonato in vari posti come il The Egg che è fantastico, amo il Printworks che è straodinario, ma allo stesso tempo mi piacciono posti come il Fabric altra istituzione e lo XOYO a Shoreditch, poi adoro il Phonox dove ho ascoltato un set di Shackleton incredibile e mi piace un sacco anche il Corsica Studios a Elephant and Castle.
In More Fun To The Breaks c'è Marcello Coleman, attivo con gli Almamegretta, storica band dell'elettronica italiana e spesso accostata ad artisti trip hop internazionali (Massive Attack su tutti). Come vi siete conosciuti?
Marcello è un mio Amico fraterno che ho la fortuna di conoscere da ormai più di vent'anni. È un Artista meraviglioso con  un senso della musica davvero mistico e cosa più importante è una persona  speciale, unica, mi ha insegnato moltissimo in questi anni. In ogni Disco con ogni nome o pseudonimo che faccio c'è Marcello, è come se fosse una voce che fa parte della mia musica e quando scrivo le cose, penso a lui anche senza che ci sentiamo prima. Sono super fortunato ad avere Marcello Coleman sempre nella mia vita.
Con il collettivo dei Nevrotype hai prodotto drum'n'bass molto apprezzata dagli addetti ai lavori dell'epoca. E anche in Breaks from The V. ritroviamo sonorità di quel periodo. Esce ancora tanta musica nuova di quel genere o ti senti più legato più ai classici?
Grazie per questa domanda, amo in maniera viscerale la Drum 'n Bass di cui ho seguito la nascita fin dal giorno zero e parlo di quando il territorio era solo Jungle, ho avuto la fortuna di innamorarmi subito di questa musica che continuo a pensare sia la musica più aliena e visionaria che esiste. Ho avuto anche la fortuna di essere davvero uno dei primi dj a suonarla in Italia e anche a produrla, la seguo costantemente, e trovo ancora assurdo il fatto che per tutto il pianeta, la Drum 'n Bass sia un MACROGENERE conosciuta da chiunque e accettata da tutti, solo in Italia è vista come un qualcosa di strano e di difficile comprensione. Il fatto che in tutto il mondo sia diventato un movimento così enorme ha prodotto come conseguenza la nascita di molti sotto generi nuovi, partendo tanti anni fa dalla liquid, che rendeva più organico l'hardcore della neurofunk, ma oggi anche grazie a labels come Critical, oppure ad artisti come Addison Groove, ICICLE e Machinedrum c'è sempre un nuovo confine del livello che si raggiunge e che seguo con enorme gioia.
Il titolo dell'album celebra il Vesuvio e il groove, in passato hai coinvolto il leggendario James Senese e negli ultimi anni, da Liberato ai Nu Genea, il neapolitan sound è diventato nuovamente molto popolare. C'è qualcuno delle nuove generazioni di artisti napoletani a cui ti senti più vicino stilisticamente? 
No non mi sento vicino a nessuno, cioè sono molto contento di questa esplosione del sound napoletano che è sempre esistito, oggi è un po' hype, ma ok molto meglio di tanto altro, mi piacciono moltissimo i NU GENEA che trovo geniali e bravissimi e mi fanno davvero impazzire i ragazzi di NAPOLI SEGRETA, trovo che siano degli archeologi musicali. Detto questo non mi sento di seguire o appartenere a quella scena li, con cui naturalmente condivido l'amore per il funk ed il groove. A Napoli mi piace molto quello che fa GIRI che è uscito anche su AXIS Records di Mills, e amo infinitamente le produzioni di Voodoo Tapes e Jambassa. 
Nightguide è molto attento alla scena dei club e dei concerti dal vivo. C'è un aneddoto legato a un club/discoteca di Napoli, del presente o del passato, che ti ha reso orgoglioso della tua città?
Ce ne sarebbero a centinaia io ho avuto la fortuna di suonare nei posti più belli e importanti della citta, se proprio devo ricordarne uno era un party AOL (Angels Of Love) di molti anni fa al Golden Gate (ex Ennenci). Suonava il compianto Erick Morillo e io dovevo chiudere dopo di lui, siccome lui era una superstar e faceva un genere totalmente diverso dal mio, la serata era pienissima, tutti in consolle nel backstage venivano a sfottermi dicendo, dai tanto suonerai per pochissimo stasera, lui finisce e la gente va via. Bhè io attaccai alle 5,30 e finii di suonare alle 10,30 della mattina, con il locale super pienissimo e i bar lavorarono come nelle ore precedenti, fu meraviglioso.
Pandemia permettendo, andrai in tour per presentare Breaks From The V. con un dj set, un live o con un ibrido tra le due ipotesi? 
Mi piacerebbe moltissimo fare il DJ anche partendo da quello che ho fatto in questo disco, ovviamente ho anche un 'idea di come trasformarlo in qualcosa di più live con musicisti, ma partendo proprio dal concetto dei Breaks e del suo suono, vorrei tanto iniziare a portarlo in giro con dei lunghissimi dj set.
 





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